Tiziano Terzani

La  montagna pistoiese è molto legata alla figura di Tiziano Terzani, celeberrimo scrittore, giornalista e corrispondente di guerra per Dar  Spiegel, che per più di 30 anni ha raccontato la storia del mondo  asiatico, dalla guerra di Cambogia a quella del Vietnam, dalla morte di  Mao alla repressione di piazza Tienanmen.
Terzani non si è mai  limitato a riferire fatti e vicende, è voluto entrarvi dentro, è stato a stretto contatto con le popolazioni per conoscerne l'anima,  vivendo la loro stessa quotidianità.
Una grande persona carismatica,  che si sentiva a suo agio avvolta in un abito bianco di cotone di foggia indiana; a vederlo con la lunga barba bianca incolta sembrava un asceta, ma bastava sentirlo parlare per capire quanta realtà del mondo fosse dentro di lui.
Aveva vissuto in India ai piedi dell'Himalaya, ma aveva amato profondamente anche le vette pistoiesi, dove fin da ragazzo aveva trascorso le vacanze estive.
Aveva un profondo legame con il paese dell'Orsigna, che era stato la sua "scuola di vita" e che era diventato il suo rifugio. In questo piccolo angolo di mondo Terzani aveva voluto trascorrere gli ultimi giorni di vita.
Il paese dell'Orsigna vuol perpetuare la memoria di questo suo "illustre figlio", al quale ha dedicato un sentiero, uno di quelli che dominano la valle e quello che porta al famoso "albero con gli occhi", tanto caro allo stesso Terzani.
Un percorso che affonda nella natura e nel silenzio e dà la possibilità di star soli con se stessi.
www.tizianoterzani.com
 

Museo Ferrucciano

Antistante la statua equestre di Francesco Ferrucci nella piazza di Gavinana, si trova il Museo ferrucciano.
La tradizione vuole che proprio sulla soglia di questo edificio abbia trovato la morte l'eroe fiorentino.
Il museo, inaugurato nel 1931 e successivamente soggetto ad opere di rifacimento e riordinamento in base ai più moderni accorgimenti museografici, si divide in quattro sale e due corridoi.
Questa modesta struttura raccoglie un'interessante documentazione sulla vita e le imprese militari di Francesco Ferrucci.
Vi sono esposte alabarde, corazze di ferro pesante, zuccotti, lettere, francobolli commemorativi, disegni, dipinti ad olio legati alla battaglia di Gavinana.
Da segnalare il grande plastico della montagna pistoiese indicante l'itinerario percorso dal Ferrucci per raggiungere il paese montano e un diorama esposto in una saletta del seminterrato, nel quale si ricostruisce lo scontro del 1530.
Nel museo si conservano alcune bandiere risalenti al 1847, tra cui quella donata dal popolo romano per le celebrazioni ferrucciane.
In un album sono raccolte le testimonianze di personaggi risorgimentali e di personalità dell'arte e della cultura che, dal 1843 ad oggi, hanno visitato Gavinana per rendere omaggio al suo eroe.


Palazzo Capitani


A testimonianza dell'epoca del Capitanato della Montagna resta nel paese di Cutigliano un bel palazzo, oggi sede del Comune.
Nel 1377, fu comprato un terreno e vi fu edificato il palazzo in cui avrebbe esplicato i suoi compiti il Capitano di Giustizia, allorché fu decisa l'alternanza amministrativa con le sedi di Lizzano e San Marcello.
Mentre il castello di Lizzano e il palazzo pretorio di San Marcello sono andati distrutti, quello di Cutigliano conserva la sua integrità, pur avendo nel corso degli anni subito qualche modifica.
E' un edificio imponente sulla piazzetta antistante, che rappresenta tutt'oggi il cuore del paese.
La struttura achitettonica, compatta e sobria, richiama motivi tipici del Rinascimento fiorentino: la facciata ha tre ordini di finestre sovrapposte, incorniciate dalla pietra serena; quelle centrali di forma arcuata sono le più belle ed eleganti, quelle in alto, piccole, sono state aggiunte nel 1700 e quelle del piano terra dopo una modifica apportata nel 1930.
Il portale d'ingresso è coronato da conci di bugnato.
Quello che più colpisce l'occhio e l'attenzione del visitatore sono gli stemmi che ornano la facciata e che conferiscono all'insieme una sua tipicità sono le insegne araldiche di grandi casati fiorentini, da cui provenivano i Capitani, i quali vollero lasciare un segno visibile della loro presenza.
Se ne contano 77 sulla facciata, mentre altri 18 si trovano sulla parte sinistra dell'edificio e nell'atrio del palazzo.
In prevalenza, sono stemmi in pietra, in terracotta invetriata, uno solo è dipinto; quasi tutti riportano un'iscrizione che ricorda chi l'ha fatto apporre.

Link:

www.pistoia.turismo.toscana.it
www.lamontagnapistoiese.it

Per la redazione dei testi è stata basilare la collaborazione della professoressa Gabriella Aschieri, autrice del libro "A spasso per la montagna pistoiese - Itinerario di una comunità".

 


 



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